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venerdì 10 maggio 2013

La madre di Peppino, Umberto Santino


Ieri 9 maggio,  ricorreva l’anniversario della morte di Peppino Impastato, eliminato dalla mafia per aver osato opporsi al suo potere subdolo e violento.  Arriverà un tempo in cui la giustizia e l’onestà non avranno più bisogno di martiri?

Hier  9 mai, on commémorait  l’anniversaire de la mort de Peppino Impastato, éliminé par la mafia pour avoir osé s’opposer à son pouvoir  insidieux et violent. Arrivera-t-il un jour où la justice et l’honnêteté n’auront plus besoin de martyrs ? 


La madre di Peppino

Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne
non li ho fatti io.
Mio figlio era la voce
che gridava nella piazza
era il rasoio affilato
delle sue parole
era la rabbia
era l’amore
che voleva nascere
che voleva crescere.
Questo era mio figlio
quand’era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti,
uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli
lupi senza pietà.
Parlo con lui vivo
non so parlare
con i morti.
L’aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce,
ora torna, il viso
buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.
Questo non è mio figlio.
Questa bara piena
di brandelli di carne
non è di Peppino.
Qui dentro ci sono
tutti i figli
non nati
di un’altra Sicilia.



La mère de Peppino
Ce n’est pas mon fils.
Ce ne sont pas ses mains
Ce n’est pas son visage.
Ces lambeaux de chair
Ce n’est pas moi qui les ai faits.
Mon fils était la voix
Qui criait sur la place
Il était le rasoir affilé
De ses paroles
Il était la colère
Il était l’amour
Qui voulait naître
Qui voulait croître.
Voilà mon fils
Quand il était vivant,
Quand il luttait contre tous :
Mafieux, fascistes,
Hommes de ventre
Qui ne valent pas un sou
Pères sans enfant
Loups sans pitié.
Je parle avec lui vivant
Je ne sais pas parler avec les morts.
Je l’attends jour et nuit,
Maintenant la porte s’ouvre
Il entre, il m’embrasse,
Je l’appelle, il est dans sa chambre
Il étudie, maintenant il sort,
Il revient, le visage
Sombre comme la nuit,
Mais s’il rit c’est le soleil
Qui pointe pour la première fois,
Le soleil enfant.
Ce n’est pas mon fils.
Ce cercueil plein
De lambeaux de chair
N’est pas celui de Peppino.
Là-dedans il ya
Tous les enfants non-nés
D’une autre Sicile.


5 commenti:

  1. description d'une grande douleur, intense et pathétique

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  2. Un dolore così grande e una piaga così grande.. temo che il tempo dell'onestà e della giustizia non arriverà mai.

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  3. Intensa e struggente, come questo dolore

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  4. Che amarezza .... povera madre e povera Italia.

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