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venerdì 25 maggio 2012

L'altra solitudine, G.Ritsos


Quando ero piccola, come tante bambine, avevo un “libretto di poesie”, un quaderno dalla copertina rigida che si prestava agli amici migliori per lasciarci traccia di se con alcuni versi ed un bel disegno. In qualche modo, ritrovo oggi in Facebook una versione tecnologica di questo libretto: in effetti, capita di scambiarsi tra amici poesie, pezzetti d’anima … È sempre un regalo che gradisco molto perché implica intimità e affetto. L’ultima in termine di tempo mi è stata dedicata dalla mia cara amica Laura P., è questo testo di Ghiannis Ritsos.

Quand j’étais petite, comme presque toutes les filles, j’avais un Carnet de poésies, un cahier à la couverture rigide que l’on prêtait aux amis les plus chers pour qu’ils laissent trace d’eux avec quelques vers et un joli dessin. D’une certaine manière, je retrouve sur Facebook une version technologique de ce carnet : en effet, il arrive de s’échanger entre amis, des poésies, petits morceaux d’âme… c’est toujours un cadeau que j’apprécie beaucoup car il implique intimité et sentiment. La dernière en date est une dédicace de ma chère  amie Laura P., c’est ce texte de Yannis Ritsos.


L'altra solitudine

Esistono molte solitudini intersecate - dice - sopra e sotto
ed altre in mezzo;
diverse o simili, ineluttabili, imposte
o come scelte, come libere - intersecate sempre.
Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine - dice;
una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
da bagliori di segnali sconosciuti.
In questa città
da anni dimorano i poeti.
Camminano senza far rumore, con le mani conserte,
ricordano vagamente fatti dimenticati, parole, paesaggi,
questi consolatori del mondo, i sempre sconsolati, braccati
dai cani, dagli uomini, dalle tarme, dai topi, dalle stelle,
inseguiti dalle loro stesse parole, dette o non dette. 
L’autre solitude

Il existe de nombreuses solitudes entrelacées – dit-il – dessus, dessous
Et d’autres au milieu;
Diverses ou semblables, inéluctables, imposées
Ou comme choisies, comme libres – entrelacées toujours.
Mais dans le fond, au centre, il existe une unique solitude – dit-il ;
Une cité sourde, presque sphérique, sans aucune
Enseigne lumineuse colorée, sans magasins, motos,
Avec une lumière blanche, vide, caligineuse, interrompue
Par les reflets de signaux inconnus.
Dans cette cité
Depuis des années demeurent les poètes.
Ils marchent sans faire de bruit, les mains croisées,
Ils évoquent vaguement des faits oubliés, des paroles, des paysages,
Ces consolateurs du monde, toujours inconsolés, braqués
Par les chiens, par les hommes, par les mites, par les rats, par les étoiles,
Poursuivis par leurs propres paroles, dites ou non dites.
(traduction libre)

4 commenti:

  1. E' bellissima.. ed è una realtà.
    Un abbraccio!

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  2. Molto bella la poesia.Mi hai fatto ricordare che avevo anch'io questi quaderni!Ciao,Marielucie,buon fine settimana!

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  3. E' davvero molto bella, cosa darei per ritrovare il mio diario di quando ero una bambina , anche io ne tenevo uno....conservero' con immensa cura quello che ho regalato a mio figlio..ciao Marielucie

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  4. Ah Marilu, sono in mezzo a una bufera ormonale (preciclo) e sono propensa alle lacrime... bellissima la poesia! E poi quei quadernini... al solo pensiero mi viene una nostalgia incredibile!

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