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venerdì 17 febbraio 2012

Tête en l’air

Nei nostri appuntamenti poetici, ho più volte presentato poesie messe in musica e trasformate in canzoni, succede anche il contrario: canzoni che sono vere poesie. Ecco perché oggi ho scelto una canzone  di Jacques Higelin, il cantante che ha cullato la mia adolescenza. 

Pour nos rendez-vous poétiques, j’ai plusieurs fois présenté des poésies mises en musique et transformées en chansons, il arrive aussi que des chansons soient de vraies poésies. Voilà pourquoi aujourd’hui j’ai choisi une chanson de Jacques Higelin, le chanteur qui a bercé mon adolescence.

Sur la terre des damnés, tête en l'air,
Étranger aux vérités premières énoncées par des cons,
J'avais touché le fond de la misère
Et je pleure, et je crie et je ris au pied d'une fleur des champs,
Égaré, insouciant dans l'âme du printemps, coeur battant,
Coeur serré par la colère, par l'éphémère beauté de la vie.

Sur la terre, face aux dieux, tête en l'air,
Amoureux d'une émotion légère comme un soleil radieux
Dans le ciel de ma fenêtre ouverte
Et je chante, et je lance un appel aux archanges de l'Amour.
Quelle chance un vautour, d'un coup d'aile d'un coup de bec
Me rend aveugle et sourd à la colère à la détresse de la vie.

Sur la terre, tête en l'air, amoureux,
Y'a des allumettes au fond de tes yeux,
Des pianos à queue dans la boîte aux lettres,
Des pots de yaourt dans la vinaigrette
Et des oubliettes au fond de la cour...
Comme un vol d'hirondelles échappé de la poubelle du ciel...

Sulla terra dei dannati, la testa fra le nuvole,
Distante dalle primarie verità enunciate da deficienti,
Avevo toccato il fondo della miseria
E piango, e grido e rido ai piedi di un fiore campestre
Smarrito, incosciente nell’anima della primavera, cuore pulsante,
Cuore stretto dalla collera, dall’effimera bellezza della vita.

Sulla terra, di fronte agli dei, la testa fra le nuvole,
Innamorato di un’emozione leggera come un sole radioso
Nel cielo della mia finestra aperta
E canto, e lancio un appello agli arcangeli dell’amore.
Che fortuna! Un avvoltoio, con un colpo d’ala, un colpo di becco
Mi rende cieco e sordo alla collera, alla disperazione della vita.

Sulla terra,  la testa fra le nuvole,innamorato,
Ci sono fiammiferi in fondo ai  tuoi occhi
Pianoforti nella cassetta della posta,
Vasetti di yogurt nel condimento
E delle segrete in fondo al cortile
Come un volo di rondini sfuggito dalla pattumiera dei cieli…



8 commenti:

  1. un peu de rythme pour commencer la journée c'est très bien et le texte est toujours d'actualité

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  2. Bellissima davvero, mi trovo molto in queste parole e nel loro messaggio (mi ricordano (nel significato non certo nella bellezza con cui non competo) qualcosa che ho scritto io... nella disperazione commuoversi per un fiore di campo, trovare nelle piccole bellezze del mondo un motivo per cui valga la pena andare avanti... fiammiferi in fondo agli occhi.. voli di rondini sfuggiti dalla pattumiera!
    Grazie per questa poesia meravigliosa Marilu, perchè anche io sostengo da sempre che la poesia moderna è da cercare nelle canzoni (certe canzoni!)

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    1. il tuo commento mi riempie di gioia, sono felicissima che ti sia piaciuta!

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  3. Mentre la ascoltavo,pensavo a come la musica possa fare la differenza..leggendo le parole ,pensavo che avrebbe avuto un ritmo molto meno...ritmato!

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    1. Questo cantante, oltre ad essere un poeta, è anche un agilissimo pianista

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  4. L'importante è che siano parole, anzi, parole ben accostate... Piacere.

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  5. le parole che mi hanno colpito di più?
    "Che fortuna! Un avvoltoio, con un colpo d’ala, un colpo di becco
    Mi rende cieco e sordo alla collera, alla disperazione della vita."
    buon WE

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